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Valeria - parte 1


di Membro VIP di Annunci69.it Sapiosexual_
22.05.2026    |    2.017    |    4 9.5
"In un attimo mi tirò fuori il cazzo, già durissimo, e cominciò a segarmi lentamente..."
Scrivere racconti a volte serve a dare vita alle nostre fantasie. Altre volte, invece, serve a raccontare — sotto mentite spoglie di finzione — storie realmente vissute che sentiamo il bisogno di condividere, o forse di confessare.
Lo aveva capito benissimo una donna che frequentava lo stesso sito. Aveva particolarmente apprezzato il mio racconto precedente, Affinità elettive, e da allora avevamo scambiato più volte pensieri, desideri e riflessioni intime.
Condividevamo una cosa importante: entrambi eravamo sentimentalmente impegnati. Eravamo su quel sito più per leggere e scrivere che per concretizzare incontri reali, anche se la voglia di conoscerci di persona era cresciuta tantissimo. Del resto, vivevamo nella stessa città: sarebbe stato facile. Eppure, né io né lei avevamo il coraggio di tradire. E così i giorni passavano.
Una sera come tante, io e Carla, la mia ragazza, ci ritrovammo a una cena di lavoro con i suoi colleghi: una tavolata rumorosa di una ventina di persone, immersa nelle solite lamentele aziendali. Una noia mortale, almeno fino a quando non ci sedemmo di fronte a una coppia simpatica: Mario, collega di Carla, e la sua compagna Valeria. Erano nostri coetanei.
Mario e Carla lavoravano insieme da tempo ed erano molto in confidenza. Forse era colpa del vino, ma notai subito un certo feeling tra loro: sguardi prolungati, battutine, contatti fisici che mi sembravano eccessivi. Ammetto di aver provato una fitta di gelosia. Alcuni gesti di Carla mi avevano infastidito.
Per fortuna il vino fece il suo effetto. La tensione si allentò e la serata iniziò a scorrere più leggera. Mario era davvero simpatico, e anche Valeria si rivelò una compagnia piacevole: con lei si poteva parlare di tutto con naturalezza.
A un certo punto, non ricordo nemmeno come, finimmo a raccontare come io e Carla ci eravamo conosciuti. Valeria ascoltò con attenzione, poi commentò con due parole che conoscevo fin troppo bene:
«Affinità elettive».
Sul momento pensai fosse solo una coincidenza. Poco dopo uscii a fumare una sigaretta e Valeria mi accompagnò, lasciando Carla e Mario da soli al tavolo.
Mentre passeggiavamo nel giardino del locale, lei a un tratto disse:
«Però è davvero carina la tua ragazza. Anche se ammetto che me l’ero immaginata diversa… Sapiosexual».
Sentii il sangue gelarsi nelle vene. Ero stato smascherato. Valeria poteva essere solo una persona: la donna con cui avevo parlato per mesi sul sito.
«Non ci posso credere» mormorai. «Come l’hai capito?»
«Dal tatuaggio» rispose lei con un sorriso malizioso. «È molto particolare. Identico a quello della foto che mi avevi mandato.»
«Cazzo… speravo non lo notassi. Ti prego, tieni la bocca chiusa. Potrei passare guai seri.»
Valeria si avvicinò di un passo.
«Questo dipende da te. Lo so che ci eravamo ripromessi di non farlo… ma ora che ti ho davanti, non riesco a resistere.»
«Mi stai ricattando?»
«No. Non le dirò niente, stai tranquillo. Però non trovi che il mio silenzio meriti una ricompensa?»
Non feci in tempo a rispondere. Valeria mi baciò: un bacio lungo, profondo, vorace, che abbatté ogni mia resistenza.
Quando mi staccai, aveva già aperto la patta dei miei pantaloni e aveva infilato la mano dentro. Eravamo in una zona buia del giardino, nascosti dietro una siepe alta. Un posto troppo perfetto per essere casuale.
In un attimo mi tirò fuori il cazzo, già durissimo, e cominciò a segarmi lentamente.
«Vedi? Lo desideri anche tu» sussurrò. «Dimmi che non lo vuoi e mi fermo.»
«Non dovremmo…» provai a dire, ma la voce mi morì in gola.
Valeria si abbassò e prese in bocca il mio sesso con una lussuria che mi tolse il fiato. Era il pompino più intenso che avessi mai ricevuto. Tra un colpo di lingua e l’altro, parlava:
«Stai tranquillo, non se ne accorgeranno. Tra l’altro… era da un po’ che sospettavo che Mario avesse un’amante. E avrei scommesso che fosse proprio una sua collega.»
«Che stai dicendo?»
«Sto dicendo che quel maiale del mio ragazzo si scopa quella troia della tua ragazza da settimane. Sotto i nostri occhi.»
Le sue parole mi colpirono come uno schiaffo. Eppure, invece di spegnermi, mi eccitarono ancora di più. Carla era diversa da qualche tempo, ora me ne rendevo conto. Mi sentivo tradito, arrabbiato… e terribilmente eccitato.
La lingua di Valeria era avida, la sua gola profonda. Succhiava con foga, mescolando gelosia, rabbia e perversione in un vortice irresistibile.
«Sborrami in gola» ordinò a un certo punto, con voce roca. «E mentre vieni, pensa a tutte le volte che quella troia della tua ragazza ha succhiato il cazzo al mio ragazzo.»
Non riuscii più a trattenermi. Le afferrai la testa e le spinsi il cazzo fino in fondo alla gola, venendo copiosamente mentre lei ingoiava tutto.
Ci ricomponemmo in fretta. Prima di rientrare nel ristorante, ci scambiammo uno sguardo d’intesa.
«Bocca chiusa» disse lei.
«Bocca chiusa» confermai. «E troviamo il modo di coglierli in flagrante.»
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